domenica 20 gennaio 2019
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Escursione all'Isola di Spargi

con visita alla Batteria Rubin Cervis

Escursione all'Isola di Spargi
Un’escursione ancora poco nota e battuta è quella che porta alla Batteria Rubin Cervin, detta anche “Punta Zanotto”, dal nome della posizione sulla quale si insedia. L’Isola è quella di Spargi, una delle tante meravigliose che compongono l’Arcipelago delle Maddalena. Si giunge in barca a Cala Ferrigno dove un piccolo molo consente l’attracco del gommone e, da qui, parte un sentiero che conduce prima alla Casa Ferrigno, poi risale verso la Batteria Pietragliaccio
Pochi chilometri di facile camminata immersi in una natura incontaminata, dove i profumi e i colori della vegetazione offrono un valore aggiunto all’escursione. Si superano le prime due caserme per poi prendere il sentiero che si apre a pochi metri sulla sinistra. Si prosegue fino ad oltrepassare le mura della Batteria Pietragliaccio, si risale in quota fino ad incrociare un bivio sulla sinistra che conduce ad un caseggiato semidistrutto. Pochi minuti ancora e, con un leggero saliscendi, si giunge alla Batteria Rubin Cervis
L’impatto è alquanto spettacolare, perchè quella che si apre davanti agli occhi è all’apparenza una semplice roccia, benché maestosa e scenografica, ma avvicinandosi per giungere a pochi metri, si scopre che quella roccia è la batteria vera e propria, artatamente mimetizzata per sfuggire alla vista e, quindi, agli attacchi. Sono massi di granito scavati, lavorati e posti a ridosso della vera roccia, la quale fa da parete ad un’opera architettonica di magistrale concepimento. 
Superato il muro perimetrale si scoprono una serie di ambienti che formano la batteria. Sono caserme destinate alle varie funzioni, facili da individuare per la tipologia di costruzione, per le scritte e per quello che ancora contengono. Si visita la struttura destinata al Comando, alla truppa, poi quella degli ufficiali, le cucine, le dispense e altre. Si scorge, nei pressi dell’ingresso, un grosso pezzo di ferro arrugginito che era parte di un cannone mentre, alzando la testa alla sinistra si legge sulla parete il motto della fortezza "Est fortium spectare fata silentes". 
La parte posteriore ospita la stanza del telemetro, collegato sia internamente che esternamente da scale, oltre alle postazioni d'artiglieria. Sono postazioni di grosso calibro da 203/45 per cannoni navali modello 1897, con gittata di 19 Km e capaci di sparare proiettili da 116 Kg con cadenza di tiro di 3 colpi al minuto. Nei pressi si nota il grande basamento, la stazione per il faro ed una postazione per tiro illuminante da 120/40. Nella parte inferiore sono ospitati i locali della stazione elettrica e del deposito accumulatori dove si trovavano i grossi motori elettrici per il brandeggio delle installazioni. A questi locali ci si accede sia dall’interno, lungo corridoi labirintici, come anche dalla torre attraverso un’ampia e ripida scala ricavata dalla roccia. 
La grandiosità di questo edificio militare non è data solo dalla sua struttura, straordinaria nella sua architettura, ma anche perchè rappresenta la prima fortezza di grosso calibro costruita in Italia dopo la Prima Guerra Mondiale. Completata nel 1934 si affaccia ad un braccio di mare che aggiunge, al valore storico e culturale, anche un valore paesaggistico.

Per questa escursione Gallura Turismo offre contatti con qualificati accompagnatori e barche per un’esperienza unica ed indimenticabile. 

©Roberto Roby Rossi

(foto e racconto tratte dall'escursione di Lucia Ruggio, Salvatore Nurra e Roberto Roby Rossi del 24/11/2017)

Per informazioni chiama 
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